Perché HP, con un guadagno annuo di circa 80 miliardi di dollari, sta investendo in tecnologia che potrebbe aiutare un'aspirante parrucchiera ugandese a prendere in prestito 50 dollari?
Lo sviluppo di un sistema di transazioni remote (Remote Transaction System, RTS) per facilitare questi prestiti fa in realtà parte di una strategia HP a lungo termine, la e-inclusion, il cui scopo è quello di ampliare l'accesso alle opportunità sociali ed economiche dell'era digitale.
La mancanza di credito è uno dei maggiori ostacoli nella lotta alla povertà. In collaborazione con un consorzio composto da sette importanti organizzazioni di microfinanza, HP ha lanciato un programma pilota in Uganda per (compiere un passo avanti?)aprire una breccia nella scala della microfinanza, il settore dei piccoli prestiti che potrebbe aiutare 500 milioni di persone povere nei paesi in via di sviluppo.
Può la diffusione di piccoli prestiti nei prossimi dieci anni contribuire a ridurre la povertà estrema, almeno della metà, nei paesi in via di sviluppo?
Le Nazioni Unite credono che sia possibile e hanno proclamato il 2005 come Anno internazionale del microcredito nell'intento di sostenere i servizi finanziari e di renderli più accessibili alle persone povere e a basso reddito.
"La microfinanza non è carità" ha dichiarato il segretario generale Kofi Annan in un discorso per il lancio dell'iniziativa. "È un modo per estendere anche alle famiglie a basso reddito gli stessi diritti e servizi di cui godono gli altri. È riconosciuto che i poveri sono la soluzione, non il problema".
Nel 2003 HP ha convocato un gruppo di sette organizzazioni di microfinanza pubbliche e private per sviluppare e difendere l'innovazione nell'efficacia, nell'accessibilità e nella scala della microfinanza, attraverso l'utilizzo della tecnologia.
"Ci stiamo impegnando per compiere un passo avanti nella scala della microfinanza creando un sistema di transazione end–to–end, in grado di acquisire informazioni finanziarie in qualsiasi momento della transazione e di farle infine confluire in infrastrutture finanziarie esistenti, quali le reti ATM, gli switch centrali e i credit reference bureau" ha affermato Janine Firpo, Direttore, Global Multisector Initiatives.
Lavorando in partnership con USAID, il team ha creato una soluzione tecnologica per la microfinanza, il sistema di transazioni remote (RTS), che si basa sull'infrastruttura cellulare che copre l'85% dell'Uganda. Questa soluzione viene testata sul campo, in aree semiurbane e rurali di tutto il paese. Il termine delle attività pilota iniziali era programmato per il mese di marzo 2005.
"Il lavoro che stiamo svolgendo in Uganda ci porta a credere che esista un enorme valore potenziale nell'utilizzo dell'infrastruttura cellulare in rapida crescita, dei trust per le comunità e di pochi dati per fornire soluzioni relativamente ai bisogni delle persone" ha sottolineato Firpo.
Utilizzando il dispositivo RTS e la smart card di colui che ha preso il prestito, un agente sul campo può acquisire elettronicamente il pagamento del prestito e i dati sui risparmi, memorizzando e trasmettendo informazioni di cui al momento si sta tenendo traccia manualmente.
Il team aveva realizzato la versione originale perché funzionasse online, ma ha rivisto la soluzione affinché potesse essere utilizzata in una modalità essenzialmente offline: una delle molteplici modifiche apportate in un processo "trial and error" basato sulle realtà locali.
Il software era stato sviluppato ex novo, sulla base di un set di specifiche iniziali che si fondavano su aspetti dell'ambiente locale più noti ai team, ad esempio l'instabilità dell'elettricità, l'analfabetismo delle popolazioni, il supporto tecnico limitato e le dure condizioni ambientali. Tuttavia, la soluzione è conforme agli standard dei principali sistemi finanziari e tecnologici, quali JAVA, i Servizi Web ed EMV. L'idea era di sviluppare una soluzione economica, scalabile, in grado di acquisire informazioni finanziarie locali.
Il sistema RTS consente alle istituzioni di microfinanza di estendere i servizi finanziari a clienti a basso reddito che vivono in aree rurali incrementando l'accesso a luoghi di facile raggiungibilità, in genere presso commercianti locali, per le transazioni e altri servizi bancari.
"Stiamo unendo le infrastrutture umane esistenti alle recenti infrastrutture tecniche" ha spiegato Firpo. "Ciò consente ai beneficiari del credito di effettuare depositi e prelievi di contanti attraverso una rete di negozianti terzi accreditati, quali commercianti e altri proprietari di piccole aziende. Noi chiamiamo questi agenti "human ATM".
L'obiettivo preponderante del Team di Microfinanza è una breccia nella scala. Esistono alcuni esempi di scala tra le 7.000 istituzioni di microfinanza presenti nel mondo, la maggior parte delle quali serve meno di 25.000 clienti. Solo una o due dozzine superano il milione di clienti.
Firpo cita il caso degli Stati Uniti. "Per crescere, i mercati finanziari statunitensi hanno cambiato il loro modo di pensare, passando dai prestiti controllati dalla banca, alla linea di credito da 1.000 dollari, controllata dal cliente". La tecnologia ha rappresentato un altro fattore di enorme importanza, riducendo a meno di un minuto il tempo di utilizzo di una carta di credito. In meno di 40 anni il business delle carte di credito negli Stati Uniti è cresciuto da zero a oltre 640 milioni di carte.
La scalata verso l'alto del settore della microfinanza non richiederà solo un backbone di standard e tecnologia, in qualche modo in linea con VISA international, bensì anche un nuovo modo di pensare alle istituzioni di microfinanza sulla base di quanto appreso in luoghi come l'Uganda.
Il sistema RTS era stato realizzato avendo in mente quell'ampia finalità" ha dichiarato Firpo. "È il primo passo di una visione molto più ampia che abbiamo circa la fornitura di servizi bancari a persone di ogni luogo".